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los cristianos si rinnova
Foto El Mojón

Chi vive a Tenerife da anni conosce bene le promesse che arrivano e svaniscono con il vento: grandi progetti urbanistici che restano fermi per decenni, carte bollate, sentenze, contenziosi e attese infinite. El Mojón è stato per trent’anni proprio questo: un sogno sospeso tra progetti approvati e mai realizzati, tra opportunità mancate e investimenti rimasti sulla carta. Oggi, finalmente, c’è un cambio di passo: il Comune di Arona ha avviato la recezione dei primi terreni del Plan Parcial de El Mojón, segnando l’inizio di una fase concreta di trasformazione del sud dell’isola.

Per chi conosce l`isola , questa non è solo un’operazione urbanistica, è la possibilità concreta di vedere nascere una nuova città sotto l’autopista, con un mix equilibrato di residenziale, turismo di qualità e servizi pubblici essenziali. L’area interessata è quasi un milione di metri quadrati, di cui oltre 332.900 m² già ceduti al Comune per infrastrutture e servizi. Qui troveranno spazio scuole, impianti sportivi, spazi culturali, vie e parcheggi, oltre a quasi 53.000 m² di parchi, ancora in attesa delle procedure ambientali, ma destinati a diventare veri polmoni verdi per il quartiere.

La carenza di servizi e spazi pubblici è nota a chi vive sull’isola: scuole affollate, strutture sportive limitate, percorsi pedonali insufficienti. El Mojón interviene proprio su queste criticità, con servizi pubblici progettati per durare nel tempo e crescere con la comunità, non solo per il turismo. Ma la realtà impone cautela: la mobilità resta la sfida principale. Los Cristianos e il sud di Tenerife soffrono di traffico congestionato, e l’arrivo di nuovi residenti e turisti potrebbe peggiorare la situazione se non si completano rapidamente le infrastrutture previste.

Fortunatamente, le autorità sono consapevoli della criticità. Il Cabildo de Tenerife e il Gobierno de Canarias hanno già messo sul tavolo interventi importanti: il sotterramento parziale della Avenida Chayofita e del tratto centrale della Juan Carlos I, insieme al riordino dei nuovi 245.000 m² di viali interni, pensati per alleggerire il flusso sulle arterie principali e migliorare la connessione con l’autopista. Il piano prevede anche la collaborazione costante con la Junta de Compensación, che fungerà da ente di supporto per la manutenzione dei parchi e delle aree verdi.

Il progetto è pensato per un equilibrio tra residenziale e turistico, con il 60% degli spazi destinati ad abitazioni e il 40% al settore ricettivo, per un totale di circa 9.000 posti letto. Gli standard di costruzione sono chiari: 60 m² minimi per unità, edificabilità contenuta, massimo tre piani per gli hotel e un’architettura armonica con il territorio. L’obiettivo dichiarato da Miguel Villarroya, presidente della Junta de Compensación e direttore generale di Spring Hotels, è attrarre un turismo di qualità, con visitatori che spendono di più nei servizi locali senza sovraccaricare le infrastrutture.

Dal punto di vista economico, i numeri sono notevoli: 2 miliardi di euro di investimento diretto e fino a 8 miliardi considerando l’indotto, con 4.000-5.000 posti di lavoro stimati tra costruzione e gestione delle strutture. Non si tratta solo di hotel e appartamenti: il piano include anche dotazioni educative, sportive e culturali, garantendo benefici tangibili per l’intera comunità. El Mojón si configura così come un motore strategico per l’economia del sud di Tenerife, con servizi pensati per residenti e visitatori, senza sacrificare la qualità della vita.

Naturalmente, ci sono ombre da considerare che non possiamo trascurare. Il traffico rappresenta ancora la sfida più urgente e pressante, e senza un significativo e rapido avanzamento nei lavori di sotterramento e miglioramento della viabilità, l’area rischia seriamente di congestionarsi già nei primi mesi successivi all’apertura. Inoltre, la gestione dei parchi e degli spazi verdi richiederà un coordinamento molto stretto e continuo tra il Comune e la Junta de Compensación, al fine di mantenere standard elevati di qualità e garantire la sicurezza di tutti. E sebbene il progetto migliori in modo netto e sostanziale l’offerta abitativa e turistica della zona, non sarà in grado di risolvere i problemi di accesso alla casa per le fasce popolari della popolazione, che continueranno inevitabilmente a trovare risposte solo attraverso altri progetti specifici, come quelli già programmati nell’area del Parque de la Reina.

Un capitolo importante riguarda anche il porto di Los Cristianos, cuore dei collegamenti con La Gomera, El Hierro e La Palma. Sono previsti interventi significativi per migliorare traffico, parcheggi e funzionalità del terminal: la costruzione di un parcheggio su due livelli, un accesso sotterraneo per fluidificare il traffico, il rafforzamento del molo e la riorganizzazione degli spazi di servizio. Questi lavori, pur senza espandere fisicamente il porto, promettono maggiore efficienza e sicurezza. La logica è chiara: così come il Mojón rappresenta un biglietto da visita più moderno e accogliente per chi arriva da sud via autopista, anche il porto deve dare una prima impressione positiva e ordinata al turista, evitando ingorghi e disagi.

Nonostante le difficoltà, si avverte oggi un vento di ottimismo concreto. Per la prima volta dopo decenni, non si parla più di promesse elettorali o di progetti bloccati: le licenze urbanistiche possono essere già rilasciate, le opere pubbliche iniziano a prendere forma, e il territorio si prepara a un cambiamento reale. El Mojón sarà una nuova Los Cristianos, sotto l’autopista, con residenze moderne, servizi pubblici di qualità, hotel progettati per il turismo di alto livello e spazi verdi funzionali.

Un’opportunità storica per Tenerife: una chance per combinare crescita economica, turismo sostenibile e qualità della vita dei residenti. Serve però velocità e attenzione nella realizzazione, perché ogni ritardo rischierebbe di vanificare i benefici attesi. Per chi abita qui da anni, è una promessa che finalmente inizia a diventare realtà: un futuro più organizzato, moderno e vivibile per tutto il sud dell’isola, con occhi aperti sulle sfide, ma con la certezza che, questa volta, qualcosa si muove davvero.

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